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La regolamentazione dei droni

Uno dei settori tecnologici più in voga di questi ultimi mesi è quello relativo ai droni civili.

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Questi piccoli aeromobili tecnologicamente molto avanzati offrono diverse modalità di controllo, dai classici telecomandi utilizzabili in loco, fino agli smartphone e ai tablet di ultima generazione da utilizzare anche in remoto, e vengono utilizzati per un’infinita gamma di attività.

La loro poliedrica propensione ad adattarsi a diversi campi rappresenta una grande opportunità per la nascita di interessanti prospettive dal punto di vista imprenditoriale e occupazionale. Se ne stanno accorgendo i grandi colossi dello shopping online che, già da qualche tempo stanno mediaticamente attirando l’interesse degli utenti garantendo per il futuro prossimo consegne super rapide dopo l’avvenuto acquisto (basti pensare al progetto Prime Air di Amazon autorizzato dalla Federal Aviation degli Stati Uniti d’America). E ancora ci sono tante attività in cui utilizzare un drone in abbinamento con una telecamera è diventato usuale e fondamentale: rilievi archeologici, riprese aeree, sorveglianza e analisi del territorio, monitoraggio a distanza di attività criminali, ricerca di dispersi in caso di calamità naturali o attività di salvataggio e tanto altro.

Tuttavia, essendo dei veri e propri velivoli (la parola “drone” infatti, indica una speciale categoria di oggetti volanti denominata APR - Aeromobili a Pilotaggio Remoto o, all’inglese, UAV - Unmanned aerial vehicle), devono sottostare a precise norme racchiuse nel Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, resosi necessario negli ultimi anni in quanto questi aeromodelli hanno ottenuto il lasciapassare per l’utilizzo civile.

In realtà, poiché il ricorso a velivoli radiocomandati in ambito civile è quanto di più svariato si possa immaginare e in sempre più paesi ne è vietato l’uso indiscriminato per non intralciare il traffico aereo o non interferire con gli strumenti di posizionamento dell’aviazione (ad esempio i radar), la questione di una normativa per la regolazione dell’utilizzo dei droni è in continua evoluzione.

L’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che ha la responsabilità anche di questa categoria di velivoli, dopo aver redatto una prima serie di norme base che ne disciplina l’uso in ogni condizione con il massimo del rispetto per le norme di sicurezza (in vigore dall’aprile 2014), ha dovuto introdurre modifiche o aggiornare singoli punti al passo con lo sviluppo di nuovi e più performanti droni, per la nascita di nuove attività che ne prevedono l’utilizzo o, semplicemente, per le tante critiche ricevute dagli appassionati e dagli esperti di settore non pienamente soddisfatti.

Per questo motivo, a metà 2015 (in vigore dal 15 settembre dello stesso anno), è stata pubblicata una seconda versione aggiornata del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto che, con i successivi emendamenti si è adeguata in parte all’Aeronautica Militare e in parte all’EASA (Ente per l’Aviazione Civile Europeo).

L’ENAC ha così reso noto una volta per tutte le indicazioni specifiche sulle autorizzazioni necessarie per i piloti (esclusivamente quelli “professionistici”), sull’equipaggiamento, sulle certificazioni da ottenere prima del volo, sul tipo di droni utilizzabili in ambito civile e tanto altro.

MA SERVE UN PATENTITO DRONE?
Vediamo insieme cosa bisogna sapere prima di acquistare un drone e a quali principali regole, di buonsenso e non, bisogna attenersi per non causare danni a cose o persone o incorrere in sanzioni da parte della polizia o delle autorità competenti.

Partiamo da alcune norme generali:

•    L’utilizzo dei droni come strumenti di divertimento o per sport (droni ricreativi) non prevede alcun documento, patentino, certificazione o assicurazione, anche se quest’ultima è sempre consigliabile per “volare” sereni. Chi, invece, utilizza un drone per lavoro o per trarne profitto (fotografi, autori di riprese professionali) deve necessariamente aver fatto una scuola di pratica di volo o essere autorizzato dall’ENAC in base a specifici requisiti da dimostrare all’ente stesso, oltre che essere in possesso della documentazione necessaria per certificare il rispetto degli standard di sicurezza applicati dal produttore al drone in uso (certificato o permesso di navigabilità).

•    Si vola solo di giorno e mai di notte ed è obbligatorio dare sempre la precedenza a tutti gli altri mezzi (parapendio, aeroplani, elicotteri ecc.).

•    Il pilota potrà effettuare riprese private e pubblicare il tutto sui social network, a patto di non violare la privacy degli altri, o volare negli spazi pubblici, purché non in città, centri urbani, luoghi affollati o giardini pubblici.

•    Per i modelli dotati di GPS, quindi automatici, è previsto una sorta di lasciapassare, a patto che siano sempre sotto il controllo visivo del pilota, il quale deve poter prendere in ogni momento il pieno controllo del drone stesso, dal decollo fino all’atterraggio, per evitare rischi inutili.

Esistono regole precise anche in base al tipo di drone scelto. Chi non è in possesso di un patentino per aeromobile a pilotaggio remoto, deve “limitarsi” all’utilizzo di droni con massa inferiore ai 25 kg e motori con potenza totale inferiore a 15 KW. E’ comunque sempre consigliabile acquisire una buona capacità di pilotaggio prima di mettersi alla guida di un drone il cui peso già superi i 2 chilogrammi, limite oltre il quale un impatto arreca sicure lesioni.

La distanza massima visiva tra il velivolo e il pilota consentita dal regolamento ENAC per droni è pari a 200 metri, mentre l’altezza massima di volo non deve superare i 70 metri (150 metri per chi possiede una specifica autorizzazione). Inoltre bisogna verificare che non ci si trovi a una distanza inferiore ai 5 chilometri dagli aeroporti, poter vedere, evitare e farsi vedere dagli aeromobili e, infine, mai trovarsi in aree di spazio aereo dove sia esplicitamente proibito volare (no flight zone, come i centri storici di grandi città).

Alle norme previste dal Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto si aggiungono quelle appartenenti al comune buonsenso. Si consiglia di scegliere spazi aperti senza alberi per evitare di perdere il contatto visivo con il velivolo, luoghi distanti da strade, evitare spazi recintati, in quanto un’eventuale recupero del drone potrebbe essere problematico o si andrebbe a violare la proprietà privata di altre persone, non volare in caso di presenza di forti raffiche di vento per evitare che il drone si allontani dalla nostra vista, evitare zone dove ci sono grossi ripetitori TV che, normalmente, causano interferenze in grado di far perdere il controllo del mezzo.

SCELTA DEL DRONE
Dopo aver fatto una breve panoramica della regolamentazione prevista dall’ENAC per il volo di droni ricreativi e di alcune norme di buon senso, ecco alcuni suggerimenti da tenere bene in mente prima di acquistarne uno tra i tanti che affollano gli scaffali di centri commerciali o negozi di elettronica, anche se la scelta definitiva, ovviamente, è sempre su base personale.

Innanzitutto pilotare un drone non è semplice come utilizzare uno smartphone. Il controllo di un oggetto volante infatti, dipende da molti fattori, dalle abilità personali che si acquisiscono con la pratica, alla tipologia di drone prescelto fino ai relativi comandi di controllo. Ad esempio, ogni drone è dotato di un tipo diverso di flight controller, ossia il chip che ne regola l’attività di volo. Per questo motivo non tutti i droni sono uguali e averne un’infarinatura generale prima di scegliere quello che fa per sé sarebbe un ottimo punto di partenza.

In base al costo di un drone è, in linea di massima, possibile capire quanto difficile sarà pilotarlo, in quanto il rapporto tra difficoltà di controllo e prezzo segue delle regole quasi sempre ben definite. Per quel che riguarda i droni economici, spesso sono molto difficili da controllare poiché il controller è sprovvisto di comandi specifici che aiutano il pilota a controllarlo al meglio. I droni di fascia media invece, sono quelli più indicati per chi è alle prime armi, poiché i relativi controller offrono comandi specifici base e permettono a tutti di farsi le ossa facilmente. La difficoltà di controllo aumenta di nuovo con i droni di fascia alta, i quali nascono per esigenze professionali e, per questo motivo, manovrabili solo da un pilota esperto.

Tuttavia la scelta di un drone dipende anche da altri fattori, verificabili al momento dell’acquisto stesso. Le case produttrici infatti, non sempre offrono prodotti completi e già pronti per solcare i cieli sopra le nostre teste. 
Esistono delle sigle poste sulle confezioni da controllare per non incorrere in delusioni dell’ultimo momento:

•    la sigla RTF, Ready To Fly, indica che il drone in oggetto è pronto a volare appena fuori dalla scatola.

•    la sigla BNF, Bind And Fly, indica che il drone acquistato non è provvisto di controller, il quale va preso separatamente e, soprattutto, deve risultare compatibile con quel determinato modello di drone.

•    ARF infine, che sta per Almost Ready To Fly, indica un drone parzialmente assemblato e che richiede l’intervento manuale dell’acquirente per volare. I kit di completamento di un drone ARF possono anche non essere presenti nella sua confezione, quindi è fondamentale controllare cosa esattamente c’è e cosa manca.

ACCESSORI DRONE
Leggendo sin qui, avrete capito che acquistare un drone e utilizzarlo secondo le regole non è un gioco da ragazzi! Per questo motivo, è importante investire non solo nella qualità del drone stesso, ma anche negli accessori.

Il controller è, probabilmente, l’accessorio più importante tra quelli disponibili per questo tipo di hobby. Sceglierne uno di qualità, qualora non fosse già presente nella confezione del drone, deve essere una priorità. Buoni controller durano da un minimo di 2 a un massimo di 5 anni e consentono di aggiornare il trasmettitore per diventare compatibili con nuovi droni.

Un altro accessorio che è fondamentale acquistare di buona qualità è il caricabatterie. Anche in questo caso, uno dei vantaggi che otterrete affidandovi a prodotti di qualità è la compatibilità con più tipologie di batterie. I droni cambiano e con essi la potenza delle batterie. Un buon caricabatterie accoglie senza problemi diversi tipi di batterie, ricaricandole velocemente e con il massimo dell’affidabilità.

OPZIONI DI ACQUISTO
Sempre più società propongono sul mercato modelli di droni “consumer” (da non considerare però droni giocattolo!), che attirano la clientela per forme e dimensioni sempre più particolari.
Da una breve analisi del mercato attuale abbiamo stilato una lista dei droni più appetibili da poter acquistare, sia per chi è alle prime armi e vuole solo testare la propria nascente passione, sia per chi vuole investire molto più che pochi euro per dare sfogo al proprio hobby.

DJI PHANTOM 3
Il DJI Phantom 3 è considerato uno dei migliori droni in commercio. Si tratta di un modello di dimensioni medie, dal prezzo abbastanza considerevole (si parte dai 900 euro della versione Standard fino ai 1.400 di quella Professional) in grado di registrare video in 4K fino a 30 fotogrammi al secondo e scattare fotografie con una risoluzione pari a 12 megapixel.

DJI INSPIRE 1
Il DJI Inspire 1 è un particolare tipo di quadricottero di grandi dimensioni, dall’aspetto fantascientifico e dalle funzionalità altrettanto fuori dalla norma: ripresa video HD in streaming, registrazione filmati in 4K, funzionamento dual-pilot, stabilizzazione del flusso ottico, velocità massima pari a 81 km/h e facilità d’uso senza pari. D’altronde il prezzo di questo drone supera i 3.000 euro e si tratta di un prodotto altamente professionale solitamente utilizzato per la fotografia aerea, videografia, ricerca e soccorso in caso di emergenza e interventi in operazioni specializzate critiche di tipo militare.

HUBSAN X4
Tra i droni di piccole dimensioni e dedicati ai principianti troviamo l’Hubsan X4, la cui versione più economica (ne esistono 4) è disponibile sul mercato a soli 40€ (controller compreso). Tra le principali caratteristiche troviamo 6 luci al LED, telecamera per registrazioni video e modalità First Person View per visualizzare ciò che il drone vede in tempo reale (quest’ultima solo nella versione più costosa da 120 euro circa).

BLADE NANO QX
Un altro modello di drone molto piccolo è il Blade Nano QX, che per soli 70€ offre due modalità di volo, una totalmente manuale, denominata Agilità, e una “controllata” che va sotto il nome di Stabilità. L’unica pecca sta nel fatto che, essendo un quadricottero di dimensioni ridotte, è difficile vederlo bene a grandi distanze e ciò ne rende più difficile il controllo.

PARROT BEPOP DRONE
Il Parrot Bepop è un modello di drone che potrebbe benissimo rappresentare l’intera categoria in quanto a tecnologia utilizzata, velocità di movimento e dimensioni ridotte. Ovviamente il top si paga sempre un po’ di più e il Parrot Bepop, pur essendo un drone piccolo, costa non meno di 450 euro. Tralasciando il fattore economico però, è chiaro che questo drone ha pochi rivali nella sua categoria: possibilità di controllo via smartphone (iPhone o dispositivi Android) con applicazione dedicata, gamma di funzionalità estese, SkyController con joystick reali (da acquistare a parte), uscita HDMI e sistema video all’avanguardia (fotocamera da 14 megapixel con 180 gradi di campo di vista, ripresa live dei video trasmessi direttamente su smartphone o tablet, registrazione video a 1080p)

LATRAX ALIAS
Il LaTrax Alias è un ottimo quadricottero per imparare a comandare un drone manualmente, senza l’ausilio di funzionalità automatiche. La sua resistenza a urti e cadute, nonostante le piccole dimensioni, lo rende uno di quei droni “da combattimento”, in grado anche di ospitare una piccola macchina fotografica, trasmettitori video e audio e trasformarsi in qualcosa di più performante e professionale. Data la sua propensione a essere utilizzato da aspiranti piloti alle prime armi, il costruttore ha pensato bene di ideare una struttura a parti removibili per la sostituzione. Il tutto a 130 euro.


Ora che conoscete tutte le opzioni, le norme e le caratteristiche della loro regolamentazione, buon divertimento con il vostro drone!

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